VELA DELL'OBBEDIENZA L'Obbedienza impone silenzio – mentre appoggia il giogo sulle spalle di un frate. E' assistita dalla Prudenza con doppio volto e da una fanciulla bellissima che rappresenta l'Umiltà. Un Angelo alla destra allontana un Centauro simbolo della bestialità.
VELA DELLA POVERTA'
Nella seconda vela è rappresentato il mistico sposalizio di S. Francesco con la Povertà. Il figlio del ricco mercante di lana "francesca" ha ritrovato sulla vetta di un altro monte la sposa che cercava: una triste, scarna, sfiorita donna che nessuno voleva e che tutti disprezzavano.
"Questa, privata dal primo marito, millecent’anni e più dispetta e scura fino a costui si stette senza invito".
Madonna Povertà sta coi piedi scalzi sui rovi, simbolo delle tribolazioni pungenti della vita materiale; ma i rami più alti dei roveto fioriscono di rose cioè di consolazioni spirituali. Gesù benedice le nozze. La Speranza offre l'anello. La Carità, coronata con tre fiammelle offre il cuore. La Carità è in se stessa sterile se non è accompagnata dalla Fede, dalla Speranza e dalla Carità.
VELA DELLA CASTITA'
Entro un castello eretto sulla vetta di un monte, nella più alta stanza della torre centrale si è chiusa spontaneamente la Castità difesa dalla Purità e dalla Fortezza. Alla difesa esterna del castello provvederanno gli anziani. Fuori dalle mura un giovane dopo il bagno purificatore riceve la bianca insegna e lo scudo d'oro.
Nell'ultima vela è rappresentata la GLORIA DI FRANCESCO. S. Francesco siede sul trono tra angeli, è ornato da una splendida veste.
Tutta la decorazione indica il senso della gloria raggiunta. I colori si sciolgono nella luce mentre le linee si restringono nella vela a dare il senso della leggerezza del movimento ascensionale, in piena armonia con le linee architettoniche.
Nel braccio destro della Crociera la volta è interamente ricoperta da fasce di affreschi per lo più attribuiti a Giotto e ai suoi scolari. Nella prima fascia spicca una grandiosa opera di Cimabue rappresentante una Madonna col Bambino posta in trono tra quattro angeli. E' questa l'unica opera superstite della primitiva decorazione, è di respiro ampio e solenne, che richiama la pala dello stesso agli Uffizi. Questa però è più ricca di umanità, più forte nella semplicità della composizione, più intensa nella scelta dei colori che si concentrano in un rapporto immediato di rispetto e di dialogo.
Il braccio sinistro della Crociera rispecchia in certo qual modo la parte destra per la decorazione che ricopre tutte le pareti, ma mostra più varietà nella rappresentazione e nella disposizione dei riquadri spesso irregolari. Infatti qui operò un altro grande artista di scuola senese PIETRO LORENZETTI coi suoi aiuti. Egli espresse in queste opere la forza lirica e drammatica del suo sentire, in un crescendo potente ed insolito per questa scuola senese che si abbandona più facilmente alla dolcezza con una umanità nuova rispetto a tutti gli altri pittori.
Notevole è la Crocifissione che ha una impostazione di profonda drammaticità forse ispiratagli dall'affresco di Cimabue. La forza è espressa oltre che dai volti, dalla densità del colore, dal movimento che sembra coinvolgere il cielo e la terra, le persone e le cose e prende motivazione di espressività che si allontana dalla liricità solita a Pietro Lorenzetti.
Come possiamo subito sperimentare nell'incantevole Madonna tra S. Francesco e Giovanni, c'è qui un'atmosfera di colloquio intimo e pacato, un timido appartarsi di Francesco, un isolarsi di Giovanni. La Vergine col dito fà cenno al Bimbo di volgersi verso Francesco, quasi esprimendo una preferenza. La luce chiara investe la composizione, segnata da spazi che aumentano il senso di silenzio e di delicata comunicazione tra questi spiriti eletti.
Nulla turba questo incontro così ricco di motivazioni umane in cui la linea senese si sposa al colore, mai acceso ma diluito nella chiarità espressiva della forma e del contenuto.
(Dal libro: Assisi. Dove anche le pietre sono parole. Itinerario artistico/spirituale sulle orme di san Francesco, Milano 1996). |