Tommaso da Celano, nel 1229, è il primo biografo a parlare del “Tugurio abbandonato” di Rivotorto. Così nella Vita prima descrive la vita austera e fraterna di Francesco e dei suoi primi compagni: “Il beato Francesco era solito raccogliersi con i suoi compagni in un luogo presso Assisi, detto Rivotorto, dove vi era un tugurio abbandonato. In esso, quegli arditi dispregiatori delle case grandi e belle, vivevano e trovavano riparo, perché, al dire di un Santo, c’è maggior speranza di salire più facilmente in cielo da un tugurio che da un palazzo. Se ne stavano là con il beato padre i figli e i fratelli, tra molti stenti e indigenze, non di raro privi anche del ristoro del pane” (FF 394). Della vita di Francesco e Compagni nel Tugurio di Rivotorto se ne parla in quasi tutte le altre Fonti Francescane. Alle fine del XIII secolo il Tugurio è stato raffigurato da Giotto negli affreschi della Basilica Superiore di San Francesco.
Il Tugurio fu trasformato nei secoli XIII e XIV in eremo e nel 1455 in chiesa. L’attuale forma a pietre a vista, con il tetto in tegole, deriva da numerose trasformazioni avvenute lungo i secoli, l’ultima delle quali nel 1926. Nello stesso anno il Tugurio è stato dichiarato “Monumento Nazionale”. Attualmente si presenta come un edificio molto basso, lungo circa nove metri e largo sei, custodito all’interno del Santuario. Si trova a circa m. 1,40 sotto il livello della strada. E’ suddiviso in tre ambienti: una parte centrale aperta, mentre ai lati sorgono due celle di ridotte dimensioni cui si accede tramite due piccole porte. Quella di destra viene detta del letto di San Francesco: vi è custodita infatti una statua lignea settecentesca di San Francesco dormiente. La cella di sinistra viene detta del fuoco o la cucina.
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