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Nuova musica per la Basilica di San Francesco

Nuova musica per la Basilica di San Francesco

18/07/2022

Ci sono certi particolari che contribuiscono in maniera unica a rendere preziosa la liturgia in Basilica e che pure rischiano di passare per lo più inosservati, anche agli occhi di chi partecipa regolarmente alla preghiera della comunità dei frati, che lo possa fare in presenza oppure in diretta streaming sui vari canali social della Basilica. Solo quando per un motivo o per l’altro questi “particolari” rischiano di venir meno ci si accorge di tutto il loro valore, apparentemente umile eppure pressoché insostituibile.
È il caso dell'organo della chiesa inferiore, che con il suo suono ricco e discreto anima da decenni le liturgie quotidiane e che al momento necessita di un intervento di restauro. Ne approfittiamo per approfondire l’importanza del suo apporto liturgico con fra Peter Hrdy OFMConv, uno dei frati sacerdoti che celebrano le messe mattutine in chiesa inferiore e direttore del Coro della Cappella Musicale della Basilica Papale.

Ci parli un po’ delle caratteristiche e della storia dell’organo che ogni giorno accompagna le liturgie della vostra comunità, fra Peter? Anzitutto quanti anni ha?
Ormai si sta avvicinando ai 40 anni… E’ stato realizzato nel 1985, quando venne posizionato, quasi invisibile, dietro gli stalli del coro alle spalle dell’altare maggiore. Per gli addetti ai lavori, la consolle è composta da tre tastiere di 61 note e da una pedaliera di 32 pedali, per un numero di registri pari a 33. È stato pulito ed accordato una volta nel 1996 e da allora non ha più avuto manutenzioni. In un sopralluogo fatto recentemente abbiamo trovato lo strumento in condizioni discrete, ma in ogni caso bisognoso di un intervento di manutenzione straordinaria.

Esattamente quali lavori sono necessari ?
I cinque mantici “leva scosse” che si trovano sotto i somieri, le strutture che forniscono aria a pressione costante alle canne, risultano fessurati nei punti di piega. La loro pelle è ormai anche molto irrigidita dal tempo e quello del pedale è bucato, così purtroppo l’aria sfiata, togliendo forza ed efficienza allo strumento.

Ora che l'uso dell'organo principale è temporaneamente impedito, ne è stato installato uno portatile: la musica dell'organo sembra indispensabile per animare la liturgia... Questa scelta della Chiesa ha ragioni antiche, vero? Quando è nata e da cosa è fondata?
In effetti è una scelta che risale addirittura al Medioevo, quando i primi organi “portativi” venivano utilizzati per l’accompagnamento dei canti processionali. Nel corso dei secoli, poi, le tecniche di costruzione di questo strumento così massiccio, eppure versatile, si sono progressivamente sviluppate e pian piano si è giunti a realizzare organi sempre più ricchi e complessi, in grado di riprodurre con la stessa tastiera suoni diversi grazie alla molteplicità dei registri.

E’ stata infine la costituzione dogmatica sulla sacra liturgia Sacrosanctum Concilium del Concilio Vaticano II ad esprimere compiutamente il pensiero della Chiesa sull’uso dell’organo. Al n. 120 si legge:

Nella Chiesa latina si abbia in grande onore l'organo a canne, strumento musicale tradizionale, il cui suono è in grado di aggiungere un notevole splendore alle cerimonie della Chiesa, e di elevare potentemente gli animi a Dio e alle cose celesti.

Si può insomma affermare che l’organo è lo strumento liturgico per eccellenza: accompagnando le liturgie, eleva i nostri cuori verso il cielo e ci aiuta nella preghiera.

Quale tipo di musica è adeguato a celebrare in un luogo tanto significativo come la Basilica di Assisi?
In Basilica come in ogni altra chiesa in cui si celebra la liturgia della Chiesa cattolica, la scelta dei canti liturgici più adeguati alle diverse parti della messa è suggerita dal repertorio nazionale della CEI, selezionato dalle maggiori autorità musicali liturgiche in Italia. Certamente anche le nuove composizioni dei maestri formatisi negli Istituti Pontifici di musica sacra sono idonee per essere eseguite nelle liturgie. A maggior ragione in una Basilica Papale come quella di Assisi è questo repertorio a dover essere eseguito e quindi accompagnato dal suono dell’organo.

L’attività musicale della Basilica Papale di san Francesco in Assisi, poi, è anche arricchita dai concerti del Coro della sua Cappella musicale, che spesso vengono eseguiti proprio nella chiesa inferiore con l’accompagnamento di maestri organisti.

Non sono pochi a seguire le celebrazioni quotidiane trasmesse anche in streaming dalla chiesa inferiore e per molti ormai il suono del suo organo è divenuto uno strumento prezioso di preghiera. Quanti sono interessati a farlo, possono contribuire in qualche modo a questo intervento conservativo?
Possono farlo tutti, con una semplice donazione tramite bonifico bancario alla Fondazione per la Basilica di san Francesco in Assisi, l’ente non profit che si occupa delle opere di conservazione e restauro in Basilica. Le donazioni alla Fondazione sono deducibili e tra l’altro chi volesse ricevere anche soltanto un semplice attestato di quella effettuata per l’organo può richiederlo a questo link, dove troverà anche tutte le credenziali necessarie per effettuare il bonifico:

Noi frati siamo consapevoli di essere chiamati a custodire per tutti un patrimonio di bellezza e di fede che appartiene a tutti. E ogni volta che ci troviamo nella necessità di affrontare i costi concreti di un intervento necessario, sperimentiamo l’aiuto e la cura che tante persone in tutto il mondo hanno per il tesoro di arte e storia che la Basilica rappresenta. Per questo fin d’ora, con sincera gratitudine, ringraziamo tutti coloro che vorranno contribuire anche a questo restauro dell’organo della chiesa inferiore.

AIUTACI A RESTAURARE L’ORGANO DELLA CHIESA INFERIORE: scopri come.

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