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Il restauro della Cappella di San Martino

Il restauro della Cappella di San Martino

26/10/2022

Dipinta da Simone Martini, la Cappella di San Martino costituisce uno dei grandi tesori della pittura medievale che rendono la Basilica di Assisi uno scrigno di inestimabile valore.
Nell'ambito degli interventi di conservazione e consolidamento seguiti ai sismi del 1997 e del 2016, dall'aprile 2022 si sta procedendo al restauro degli affreschi della Cappella. Verso la fine del XIX secolo il suo ciclo di affreschi aveva sofferto, soprattutto nelle fasce superiori delle pareti e nelle volte, di infiltrazioni d’acqua piovana. Si erano prodotte anche alcune lacune, come il volto di san Martino nella scena della Risurrezione di un fanciullo; inoltre il ciclo pittorico presentava dei graffi sulle scene prodotti dagli oggetti utilizzati nei secoli scorsi per la rimozione della polvere e delle ragnatele.

In questi mesi il capo restauratore della Basilica Papale, prof. Sergio Fusetti, e la sua squadra di restauratori qualificati, di grande esperienza e pazienza, hanno provveduto anzitutto a ridurre il rischio delle cadute dell'intonaco affrescato in caso di altri terremoti, consolidando la superficie pittorica alla struttura muraria sottostante, iniettando una emulsione di resina acrilica attraverso dei micro fori. Le vecchie stuccature, risalenti a restauri precedenti, sono state consolidate o rimosse e sostituite con altre nuove, realizzate con malte adeguate e compatibili con i materiali preesistenti.

Si è poi eseguita una prima pulitura a secco per la rimozione del pulviscolo depositato negli anni, tramite pennelli morbidi. Si è quindi eseguita una seconda pulitura, più impegnativa, tramite un'emulsione di acqua satura con carta giapponese per lo sporco più insistente, rimuovendo lo strato creatosi negli ultimi 50 anni dopo il restauro del '68 da parte dell'Istituto Centrale del Restauro. «Nel togliere lo sporco – spiega il prof. Fusetti – sta alla sensibilità del restauratore decidere di fermarsi quando è opportuno, calibrando la densità e la resistenza dello sporco. Poi si passa alla reintegrazione pittorica, nei punti dove la pittura è caduta. Questa è una fase che richiede molto tempo. Si usa l’acquarello perché tutto deve essere reversibile e si usa una tonalità di pittura neutra affinché si distinguano quali parti sono state aggiunte per recuperare la leggibilità dell’affresco».

Anche le integrazioni agli affreschi, ove opportune e necessarie, perseguono il fine di restituire loro la bellezza originaria anche ad uno sguardo "da lontano", com'è quello del visitatore che li osserva dal basso. Simone Martini li realizzò tra il 1313 e il 1318, chiamato ad Assisi proprio per dipingere nella Basilica le Storie di San Martino, vescovo di Tours, un santo molto amato nel Medioevo che la pietà popolare accostò ben presto alla figura di Francesco d'Assisi. Secondo il suo stile caratteristico, il ciclo pittorico della Cappella presenta un’indole fiabesca e mostra tutta la raffinatezza dell'artista senese, che era anche un miniaturista. I volti sono molto espressivi, preziose le decorazioni, ricercati gli abbigliamenti delle figure, raffinatissimo il campionario dei tessuti riprodotti. I bellissimi colori restituiti dall'intervento di restauro possono però lasciar solo immaginare lo splendore originario delle volte, decorate a foglia d’oro su sfondo blu.

Per completare a seguito dei sismi degli ultimi decenni il restauro della Chiesa inferiore della Basilica di Assisi, che custodisce un numero di capolavori di arte medioevale superiore a ogni altra chiesa nel mondo, mancano ancora due cappelle, quelle di sant’Antonio e di san Sebastiano. Da ultimo si procederà con la Maestà di Assisi, l’affresco di Cimabue che ritrae la Madonna col bambino in trono e il volto forse più noto di san Francesco.
E' questo il fine stesso della Fondazione per la Basilica: consentire anche alle future generazioni di ammirare i suoi capolavori in tutto il loro splendore. Una cura continua, che non può conoscere soste, di cui noi frati sentiamo forte la responsabilità.

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